• UN VIAGGIO ENTUSIASMANTE!

E’ stato senza ombra di dubbio un viaggio entusiasmante.
Solo tre di noi erano stati nel deserto ma con viaggi e itinerari soft,affrontare il deserto più duro è stata una esperienza di off road e di vita.
Ma andiamo con ordine.
Ci imbarchiamo a Salerno sulla nave Grimaldi,a sentire precedentemente commenti altrui,sembrava una scelta scellerata.
Invece,grazie soprattutto al Tellina che aveva precedentemente prenotato con dovizia cabine e pasti,il viaggio è stato ottimo e anche i pasti a bordo. Solo un po’ pallosa la sosta a Palermo di 3 ore.
Durante il viaggio abbiamo,GPS e cartine alla mano,fatto l’itinerario di massima. Arrivati a Tunisi verso le 20,ci aspetta un’ora e mezza di trafile doganali.
Qualche intoppo per chi non aveva ben celato il GPS (è stata necessaria una dichiarazione di appartenenza dell’apparecchio),fatto il cambio di soldi(1 euro=1,70 dinari),fatto il pieno di gasolio( 0,95 circa dinari al litro),via verso Kairouan(quarta città santa dell’Islam).
Primo campo dopo una ventina di KM da Kairouan vicino a dei campi di peperoncino.Sveglia verso le 7,00,caffè e via verso le Oasi di montagna. Abbiamo scelto un percorso OFF Road per andare a Tamerza e vista l’abbondante pioggia abbiamo trovato fango rosso a iosa,con attraversamenti di ouadi davvero belli.
Arrivati a Tamerza abbiamo pranzato nel ristorante di Abdul vicino alla seconda cascata,menù tunisino con Brik,cous cous,carne di agnello e arissa piccante tanto per preparare stomaco e intestino al cambio di alimentazione.
Visitiamo la cascata Grande e poi dopo le foto di rito ci accampiamo in una valletta tra i costoni di roccia della montagna.Un cielo stellato e un panorama splendido accompagnano la seconda notte.
La mattina seguente ci rechiamo verso Nefta nel villaggio artificiale dove trentanni orsono fu girato il film Guerre Stellari,facciamo il giro più lungo per assaggiare le prime dune e giocare un po’ con la sabbia. Comprendiamo subito che la sabbia e infida e va presa con le molle.
Dopo la visita al set ci dirigiamo verso Douz(la porta del deserto) attraversando il lago salato del Chott el Jarid,divertimento puro alla guida e sale che tinge di bianco le auto già infangate precedentemente.
Arriviampo a Douz che non è ancora buio e ci accampiamo al camping Desert Club dove incontriamo altri fuori stradisti europei (Francesi,tedeschi,Svizzeri e qualche altro Italiano).Intanto andiamo a cercare Hadj nel suo negozietto nella principale piazza di Douz prendiamo accordi per farci da guida e la mattina seguente(dopo aver fatto il permesso)partiamo alla volta del deserto. Il primo tentativo ci ha fatto subito capire che la sabbia non è nel periodo migliore e Hady fa marcia indietro portandoci in un altro punto di attraversamento. Una marea di Dune affrontate con tutto l’impegno possibile (pale,strops,scalette e piastre)una quarantina di Km fino a sera che lasciano il segno(il Toyotone del Presidente con la turbina bloccata e il Def a benzina di Alessandro col motorino di avviamento rotto).Durante la  notte una tempesta di vento e sabbia ci costringe a chiuderci in tenda e nemmeno quella riesce a fermare la sabbia finissima che entra dappertutto.
La mattina dopo, le macchine guaste con l’accompagnamento di un’altra vettura(Ascanio) ,decidono di tornare indietro per aggiustare il possibile a Douz e non gravare sulla colonna che procederà verso sud. Il percorso della colonna è ancora più tortuoso e veramente difficile. Dopo un giorno e mezzo di battaglia anche alla  Toy di Giampaolo e Mario si rompe il differenziale posteriore in una posizione terribile tra dune alte e consecutive,non c’è modo di recuperare il veicolo. Si lascia lì il veicolo e Hadj,uomo di poche parole e grande saggezza,si occuperà di recuperare il veicolo il giorno dopo. Si torna a Douz, stanchi e sporchi,ma coscienti di aver fatto una esperienza bellissima. Anche chi ha rotto il veicolo è entusiasta del raid e già medita di preparare il veicolo in maniera adatta.
Noi tutti,sinceramente,non immaginavamo fosse così difficile e faticoso il deserto vero.
Non si finisce mai di imparare e un grazie sincero va ad Hadj che in quattro giorni ci ha insegnato tanto.
Nei prossimi giorni altri commenti e racconti da parte dei protagonisti della spedizione   e soprattutto una montagna di foto e video.
Il tempo di riprenderci.
                                                 Adalberto Rossi
Allegati: Spese del viaggio per 2 persone
          Farmaci indispensabili

                        
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