


Un viaggio che lascia un segno nella memoria e che fa soffrire di
malinconia. Svegliarsi tra dune alte centinaia di metri, fare il
bagno nei laghi salati dove l’acqua ti tiene a galla, mangiare, bere
e divertirsi in buona compagnia, una esperienza da consigliare a
tutti.
Il viaggio non era cominciato nel migliore dei modi: la nave
della Grimaldi per Tunisi è partita in notevole ritardo e siamo
giunti di sera tardi sconvolgendo di già i piani iniziali.
Abbiamo dormito all’Hotel storto di Tunisi, ribattezzato la Torre di Pisa, un
hotel che pende da una parte (si dice per un terremoto, ma … ), e poi
la mattina via verso il confine libico circa 600 Km. Siamo nove
macchine e arriviamo in dogana in ritardo, lì ci aspetta la guida (Ibraim),
il poliziotto(Fedj) e la nostra amica Sabina che intanto aveva preso l’aereo
per Tripoli.
Le formalità sono un po’ lunghe per via delle targhe
libiche che dobbiamo apporre sulle nostre e poi si sa ogni dogana è
un calvario. Tra risate e goliardia partiamo per Gadames nel primo
pomeriggio , 350Km di asfalto, non prima però di aver fatto il pieno
di Gasolio (comprese le taniche).Costo 15 centesimi di dinaro libico
al litro, ovvero 8 centesimi di euro. Che manna!!
Arriviamo a Gadames verso mezzanotte passata, ci aspetta una trattoriola col
pollo arrosto ( non molto buono ma la fame….), poi di corsa ad un
camping per la nottata. Ci svegliamo con comodo e visitiamo la città
vecchia ( patrimonio dell’Unesco ) mentre Ibraim fa gli ultimi
documenti necessari.
Il pomeriggio partiamo per l’Hammada un deserto
roccioso con cordigliere di dune. Qui per la cronaca abbiamo visto un
branco di antilopi e una fangaia, proprio così una bella fangaia tipo
sabbie mobili. La frizione del pajero di Alfredo puzza ed è un
bruttissimo segno, infatti alla prima cordigliera di dune si rompe
definitivamente.
Ci accampiamo tra le dune mentre Ibra col
satellitare chiama il fratello per l’assistenza al pajero, siamo già
a 250 Km da Gadames. Con un Toyota hj61 a benzina, viaggiando tutta
la notte ci raggiunge la pattuglia di assistenza, all’inizio provano
a riparare la pompa alla meglio, ma è proprio la frizione che è
partita totalmente. L’unica soluzione è arrivare a Sardalas (Al
'Uwaynat )e provare a trovare qualcosa.
Alfredo non vuole lasciare il Pajero
che guidato dal fratello di Ibra e scortato dall’HJ61 si avvia tra
le dune senza frizione. Un po’ più tardi partiamo tutti.
E quasi subito avviene il secondo grave intoppo: Renato superando una ripida
duna trova una bella bucona sulla sinistra, il salto provoca il
distacco della bagagliera che piomba sul cofano e finisce sotto le
ruote. Il danno è notevole ma fortunatamente solo di carrozzeria,
ripristiniamo alla meglio la bagagliera ( non senza improperi e
dannazioni) e ripartiamo per Sardalas dove arriviamo stanchi,
affamati e incazzati per aver fatto un centinaio di Km di tolè
onduleè che ti smonta la macchina.
Ritroviamo Alfredo col suo
pajero rotto, niente da fare,deve raggiungere una città più grande
che si chiama Sabah, per lui l’avventura è finita, lo ritroveremo a
fine viaggio.
Dopo aver cenato e dormito in un camping discreto
andiamo in cerca di gasolio che scarseggia perché qui solo qualche
camion lo usa,tutti gli altri hanno toyota a benzina,come la nostra
guida che ha un toy fzj8o.
Niente gasolio a Sardalas dobbiamo
andare a più di cento km per fare rifornimento, lo troviamo a Ghat.
Proseguiamo il viaggio per la zona dell’Akakus, splendide dune e i
famosi graffiti con il maestoso arco che si vede un po’ dappertutto
come emblema dei viaggi in Libia. Giriamo un paio di giorni
accampati tra splendide dune e rocce dai colori e forme stranissime.
Ripartiamo per la zona dell’Awbari e dei suoi laghi salati. Durante
il trasferimento cedono i bulloni di un distanziale del defender del
Tellina,la ruota lo sorpassa e Paoletto alla guida tiene la macchina
egregiamente.
Rimontiamo la gomma senza distanziale e con tutti gli
immancabili improperi andiamo nella zona dei laghi forse la parte da
noi visitata più bella in assoluto. Dune alte e oasi con laghi
salati contorniati da palmeti, un improbabile bar dei libici dove
abbiamo improvvisato una spaghettata. L’acqua dei laghi è
salatissima e come il mar morto ti tiene a galla e il sale brucia
all’inizio poi da tutti i suoi effetti benefici.
Ci accampiamo tra
le dune alte e durante la notte ci coglie l’unica tempesta di vento
che scava sotto le macchine con una forza centrifuga impressionante.
Qualcuno di noi aveva provato proprio quella sera a fare il tuareg e
dormire all’aperto ma non ha resistito molto. Fortunatamente
all’alba smette e possiamo ripartire non senza aver fatto la duna
più alta del nostro viaggio,un luna park.
Dai laghi torniamo
indietro andando a Sabah dove recuperiamo Alfredo col suo Pajero e
Gianni che nel frattempo aveva evitato i laghi per motivi tecnici.
Torniamo alla frontiera con molta malinconia e stanchezza. Ci
aspettano ore di asfalto fino a Tunisi,dove ci imbarcheremo per
Civitavecchia.
I partecipanti: Tellina e Paolo su Defender 90,
Andrea su Defender 130 Crew cab, Ezio e
Sonia su Land Cruiser 90 d4d,Gianni e Luana su Toyota Lj70, Alfredo
su Pajero, Adalberto e Giulio su HDJ 100, Fabrizio su Defender td5,
Renato su Defender td5, Ciccio(Trapper)su Toyota 95, Sabina un pò
qui un pò lì.
