• LIBIA 2009...tu chiamale se vuoi..emozioni!

Un viaggio che lascia un segno nella memoria e che fa soffrire di malinconia. Svegliarsi tra dune alte centinaia di metri, fare il bagno nei laghi salati dove l’acqua ti tiene a galla, mangiare, bere e divertirsi in buona compagnia, una esperienza da consigliare a tutti.
Il viaggio non era cominciato nel migliore dei modi: la nave della Grimaldi per Tunisi è partita in notevole ritardo e siamo giunti di sera tardi sconvolgendo di già i piani iniziali.
Abbiamo dormito all’Hotel storto di Tunisi, ribattezzato la Torre di Pisa, un hotel che pende da una parte (si dice per un terremoto, ma … ), e poi la mattina via verso il confine libico circa 600 Km. Siamo nove macchine e arriviamo in dogana in ritardo, lì ci aspetta la guida (Ibraim), il poliziotto(Fedj) e la nostra amica Sabina che intanto aveva preso l’aereo per Tripoli.
Le formalità sono un po’ lunghe per via delle targhe libiche che dobbiamo apporre sulle nostre e poi si sa ogni dogana è un calvario. Tra risate e goliardia partiamo per  Gadames  nel primo pomeriggio , 350Km di asfalto, non prima però di aver fatto il pieno di Gasolio (comprese le taniche).Costo 15 centesimi di dinaro libico al litro, ovvero 8 centesimi di euro. Che manna!!
Arriviamo a Gadames  verso mezzanotte passata, ci aspetta una trattoriola col pollo arrosto ( non molto buono ma la fame….), poi di corsa ad un camping per la nottata. Ci svegliamo con comodo e visitiamo la città vecchia ( patrimonio dell’Unesco ) mentre Ibraim fa gli ultimi documenti necessari.
Il pomeriggio partiamo per l’Hammada un deserto roccioso con cordigliere di dune. Qui per la cronaca abbiamo visto un branco di antilopi e una fangaia, proprio così una bella fangaia tipo sabbie mobili. La frizione del pajero di Alfredo puzza ed è un bruttissimo segno, infatti alla prima cordigliera di dune si rompe definitivamente.
Ci accampiamo tra le dune mentre Ibra col satellitare chiama il fratello per l’assistenza al pajero, siamo già a 250 Km da Gadames. Con un Toyota hj61 a benzina, viaggiando tutta la notte ci raggiunge la pattuglia di assistenza, all’inizio provano a riparare la pompa alla meglio, ma è proprio la frizione che è partita totalmente. L’unica soluzione è arrivare a Sardalas (Al 'Uwaynat )e provare a trovare qualcosa.
Alfredo non vuole lasciare il Pajero che guidato dal fratello di Ibra e scortato dall’HJ61 si avvia tra le dune senza frizione. Un po’ più tardi partiamo tutti.
E quasi subito avviene il secondo grave intoppo: Renato superando una ripida duna trova una bella bucona sulla sinistra, il salto provoca il distacco della bagagliera che piomba sul cofano e finisce sotto le ruote. Il danno è notevole ma fortunatamente solo di carrozzeria, ripristiniamo alla meglio la bagagliera ( non senza improperi e dannazioni) e ripartiamo per  Sardalas dove arriviamo stanchi, affamati e incazzati per aver fatto un centinaio di Km di tolè onduleè  che ti smonta la macchina.
Ritroviamo Alfredo col suo pajero rotto, niente da fare,deve raggiungere una città più grande che si chiama Sabah, per lui l’avventura è finita,  lo ritroveremo a fine viaggio.
Dopo aver cenato e dormito in un camping discreto andiamo in cerca di gasolio che scarseggia perché qui solo qualche camion lo usa,tutti gli altri hanno toyota a benzina,come la nostra guida che ha un toy fzj8o.
Niente gasolio a Sardalas dobbiamo andare a più di cento km per fare rifornimento, lo troviamo a Ghat. Proseguiamo il viaggio per la zona dell’Akakus, splendide dune e i famosi graffiti con il maestoso arco che si vede un po’ dappertutto come emblema dei viaggi in Libia. Giriamo un paio di giorni accampati tra splendide dune e rocce dai colori e forme stranissime. Ripartiamo per la zona dell’Awbari e dei suoi laghi salati. Durante il trasferimento cedono i bulloni di un distanziale del defender del Tellina,la ruota lo sorpassa e Paoletto alla guida tiene la macchina egregiamente.
Rimontiamo la gomma senza distanziale e con tutti gli immancabili improperi andiamo nella zona dei laghi forse la parte da noi visitata più bella in assoluto. Dune alte e  oasi con laghi salati contorniati da palmeti, un improbabile  bar dei libici dove abbiamo improvvisato una spaghettata. L’acqua dei laghi è salatissima e come il mar morto ti tiene a galla e il sale brucia all’inizio poi da tutti i suoi effetti benefici.
Ci accampiamo tra le dune alte e durante la notte ci coglie l’unica tempesta di vento che scava sotto le macchine con una forza centrifuga impressionante.
Qualcuno di noi aveva provato proprio quella sera a fare il tuareg e dormire all’aperto ma non ha resistito molto. Fortunatamente all’alba smette e possiamo ripartire non senza aver fatto la duna più alta del nostro viaggio,un luna park.
Dai laghi torniamo indietro andando a Sabah dove recuperiamo Alfredo col suo Pajero e Gianni che nel frattempo aveva  evitato i laghi per motivi tecnici.
Torniamo alla frontiera con molta malinconia e stanchezza. Ci aspettano ore di asfalto fino a Tunisi,dove ci imbarcheremo per Civitavecchia.


I partecipanti: Tellina e Paolo su Defender 90, Andrea su Defender 130 Crew cab, Ezio e Sonia su Land Cruiser 90 d4d,Gianni e Luana su Toyota Lj70, Alfredo su Pajero, Adalberto e Giulio su HDJ 100, Fabrizio su Defender td5, Renato su Defender td5, Ciccio(Trapper)su Toyota 95, Sabina un pò qui un pò lì.

A breve le foto in galleria

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